<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364</id><updated>2011-11-28T01:20:33.828+01:00</updated><category term='Dal postmoderno alla globalizzazione'/><category term='Glossario minimo'/><category term='Metodologia'/><title type='text'>.."GLOBALIZATION"...di..Angelo...Leogrande.</title><subtitle type='html'>...in questo blog si ragiona circa la fenomenologia della GLOBALIZZAZIONE, la sua genesi, le sue forme di manifestazione politica ed economica, le sue prospettive future....</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-7406657844003588164</id><published>2008-03-17T11:41:00.005+01:00</published><updated>2008-03-17T17:21:19.685+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metodologia'/><title type='text'>Il gioco a  somma zero come scelta innaturale</title><content type='html'>Cerchiamo di mostrare la fallacia della seguente proposizione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1. CHE POSSANO ESISTERE,COME NECESSITA', DEI GIOCHI FINITI QUANTO A RISORSE PRESENTI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUESTO E’  VERO MA SOLO SE IPOTIZZIAMO :&lt;br /&gt;a) L’ESISTENZA DELLO STATO CHE CREA CONFINI E LIMITI MATERIALI;&lt;br /&gt;b) L’ESISTENZA DEL GRANDE PREDATORE CHE SOTTRAE RISORSE ACCUMULANDOLE E IMPEDENDO UNA AMMINISTRAZIONE DEI BENI PUBBLICI ADEGUATA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IPOTESI NUMERO UNO: PRESENZA DELLO STATO-MODERNO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)LO STATO MODERNO LIMITA, HA NECESSITA’ DI STABILIRE DEI CONFINI ENTRO I QUALI ESERCITARE LA PROPRIA SOVRANITA’, E QUINDI SOTTRAE RISORSE ALLA COLLETTIVITA’ RECANDOLE PRESSO DI SE’ TENTANDO DI IDENTIFICARSI CON LA COLLETTIVITA’ STESSA.&lt;br /&gt;QUESTO TENTATIVO  RISULTA FALLIMENTARE, POICHE’ LA SOCIETA’ PURE AVENDO BISOGNO DI UN TOTEM ( LO STATO ) HA BISOGNO ANCHE DI PORSI IN UNA CONDIZIONE DI ALTERITA’ RISPETTO AD ESSO IN MODO TALE DA POTERSI IDENTIFICARE NEL MOMENTO OPPORTUNO QUANDO CIOE’ LE DONNE E GLI UOMINI SI SUBLIMANO NEGLI ENTI COLLETTIVI, NELLA GIUSTIZIA, NELL’ORDINE, NELLA PACE, NELLA FORZA, NELLA SICUREZZA. &lt;br /&gt;PER FARE CIO’ LA SOCIETA’ HA BISOGNO DI SENTIRSI POSTA IN UNA CONDIZIONE DI ALTERITA’ RISPETTO ALLO STATO , A LIVELLO ONTOLOGICO, PURE ACCETTANDO DI ESSERE UNA DIMENSIONE SUBORDINATA QUANDO NASCE IL BISOGNO DEL TOTEM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E TUTTAVIA QUANDO QUESTO ACCADE LO STATO LIMITA LE RISORSE E QUINDI IN SOSTANZA DISPONE LE PREMESSE PER QUEL GIOCO A SOMMA ZERO CHE COSTITUISCE LA LOTTA PER IL POTERE, PER L’IMPOSIZIONE ALLA SOCIETA’ DELL’UNICO TOTEM POSSIBILE. ECCO DUNQUE CHE LO STATO CREA LE PREMESSA PER IL GIOCO A SOMMA ZERO, UN GIOCO CON RISORSE FINITE CHE IMPONE ALLA SOCIETA’ UNO STATO DI MOBILITAZIONE PERMANENTE, CON DIVERSA INTENSITA’ RISPETTO AL TIPO DI SOCIETA’, DEL COMPLERSSO DEI GIOCATORI CHE SONO PRESENTI NEL GIOCO A SOMMA ZERO.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;IPOTESI NUMERO DUE: LA PRESENZA DEL GRANDE PREDATORE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) IL GRANDE PREDATORE E’ QUELL’ENTE ( ISTITUZIONE O COMPLESSO DI INDIVIDUI ) O  QUELL’INDIVIDUO , TALVOLTA PUO’ ESSERE ANCHE LO STATO , CHE SOTTRAE RISORSE PUBLICHE AD UNA COLLETTIVITA’, ALLOCANDOLE PRESSO DI SE’ ATTRAVERSO LA MERA ACCUMULAZIONE. IL GRANDE PREDATORE CREA CIOE’ UN TRADE OFF TRA LE RISORSE CHE EGLI POSSIEDE ( RISORSE NATURALI, FINANZIARIE, MILITARI, SCIENTIFICHE, CAPITALE UMANO) E LE RISORSE CHE RIMANGONO A DISPOSIZIONE DELLA SOCIETA’. COSI’ FACENDO CREA UNA  LIMITAZIONE DELLE RISORSE, CHE NON E’ NATURALE MA E’ VOLUTA, E SI GIUNGE IN UNA DINAMICA DI GIOCO A SOMMA ZERO, CON LA CONSEGUENTE TENSIONE NELLA SOCIETA’ PER ACCAPARRARSI LE RISORSE, QUEL CONFLITTO CHE SPINGE INEVITABILMENTE ALL’HOMO HOMINI LUPUS, PER L’ACCUMULAIZONE DI BENI MATERIALI E DI RICCHEZZA PERSONALE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ evidente che l’ipotesi della presenza di un gioco finito quanto a risorse presenti è appunto una ipotesi che viene imposta una condizione accettata dalla società.  I membri della collettività si organizzano, più o meno consapevolmente, come giocatori del gioco a somma zero, nel primo caso per l’acquisizione del potere,  metaforicamente l’innalzamento del proprio totem, nel secondo caso attraverso la lotta competitiva, nel tentativo di essere il più grande tra i grandi predatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia queste non sono necessità, ma scelte.L’errore consiste nell’accettare queste rappresentazioni della realtà come naturali. Occorrerebbe invece comprenderne l’artificiosità e disinnescare le cariche negative che in esse sono presenti , dimodochè  permangano solo gli elementi utili alla società che nel primo caso sono costituiti dall’ordine, dalla giustizia, dalla sicurezza, e nel secondo sono rappresentati dall’ingegno e dal benessere materiale, le quali circostanze andrebbero unite alla consapevolezza che il gioco a somma zero non esiste nella realtà naturale, ma è una convenzione sociale, che si accetta per potersi meglio concentrare nella determinazione materiale  della propria  esistenza. Si potrebbe dunque eliminare la tensione alla guerra e al cannibalismo politico-economico militare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-7406657844003588164?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/7406657844003588164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=7406657844003588164' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/7406657844003588164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/7406657844003588164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/il-gioco-somma-zero-come-scelta.html' title='Il gioco a  somma zero come scelta innaturale'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-1523163850395744912</id><published>2008-03-17T10:21:00.002+01:00</published><updated>2008-03-17T10:26:10.963+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal postmoderno alla globalizzazione'/><title type='text'>Quale ruolo per la filosofia?</title><content type='html'>OVVERO COME OVVERO COME LA FILOSOFIA  TAPPA I BUCHI DELLE ALTRE SCIENZE ATTRAVERSO UNA COSTANTE LACERAZIONE DI SE STESSA. (1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lyotard nella introduzione alla sua opera sostiene che il postmoderno è la condizione del sapere che si è venuta a creare nell’ambito della filosofia intesa come filosofia dell’uomo ovvero concezione unitaria della vita dell’uomo. Questa concezione unitaria non è più fruibile, non è più ammissibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza ha bisogno della filosofia perché la seconda legittima la prima. &lt;br /&gt;E tuttavia l’evoluzione del sapere scientifico, che è una funzione del sistema economico , impone allo scienziato la distruzione di una certa filosofia legata ad una certa scienza precedente, rispetto alla quale si vuole cioè realizzare una evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne deriva che la filosofia perde di credibilità se intesa come visione totale della vita dell’uomo, e allora sono possibili microfilosofie funzionalizzate le cui dinamiche di sviluppo sono legate rispetto alla evoluzione della scienza che è variabile dell’economia.(2)&lt;br /&gt;La filosofia dirime cioè le contraddizioni che esplodono nella contemporaneità, nella contiguitaneità che è costituita nel dominio dell’economia.&lt;br /&gt;L’economia rende la filosofia utile nel momento in cui occorre la ricerca scientifica, poiché essa dirime le contraddizione, le aporie, le lacune  tra logica e matematica, ed utile nel momento in cui le innovazioni tecnologiche giungono nel mercato poiché essa, manifestandosi come semiologia, conduce le moltitudini degli uomini-oggetti unitari, soggetti frammentati, a comprendere le utilizzazioni e il feedback sulla vita personale e associata, l’economia rende ancora utile la filosofia quando questa fornisce la giustificazione del potere egemonico per il tramite del concetto di libertà.&lt;br /&gt; La filosofia è una insieme di proposizioni, di segni, di indicazione, una fabbrica di idealtipi, frammentata, che cerca tuttavia di coniugare enti dell’esistenza difficilmente unificabili, ma senza riuscirci fino in fondo, essendo infatti anch’essa sottoposta a quella specializzazione funzionale che consente alla filosofia di svolgere solo il proprio compito e nulla di più, non può più essere enciclopedia, sistema unico, visione della vita, pure continuando a rispondere a domande alle quali il mondo della scienza non ha ancora risposto logicamente o matematicamente, pure continuando a svolgere una funzione ermeneutica rispetto all’innovazione tecnologica, e pure continuando a svolgere una funzione prodromica rispetto alla conservazione del sapere-potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La filosofia tenta dunque di unificare parti di conoscenza nelle diverse fasi della evoluzione delle stesse all’interno della produzione economica. Ma in questo tentativo essa si specializza perdendo se stessa. Le fratture che si creano tra le diverse branche della filosofia non sembrano ricubili, e lasciano spazio ad altre funzioni quali per esempio quella teologica, e quella mistica intesa in senso ampio, che oggi ritornano ad avere un significato di vero collante per macrostrutture che tendono ad essere totalizzanti, ma che in realtà non lo sono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico elemento che possiamo ritrovare in ogni dimensione della vita è quel totalitarismo metodologico, che è un insieme “efficiente” (3) di società aperta e specializzazione e  che riguarda il complesso delle azioni sia micro che macro, che riguarda l’uomo, le istituzioni pubbliche, le imprese private, oltre che le associazioni del terzo settore, che divide la società, dissipa la cultura, seziona gli enti , vero strumento di controllo a disposizione della global governance tecno strutturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;____________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) CONSIDERAZIONI SUPERFICIALI SUGGERITE DALL’AVERE SBIRCIATO NELL’INTRODUZIONE ALL'OPERA LA CONDIZIONE POSTMODERNA DEL FILOSOFO LYOTARD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2)  E’ evidente che nessuno scienziato può sperare di realizzare ricerca scientifica senza le risorse finanziarie necessarie e senza la protezione accordata dalla istituzione, pubblica o privata, presso la quale opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3)  Cioè che persegue un obbiettivo chiaro, vale a dire scalare la classifica quantitativa, vincere le competizioni tra gli enti, e che tuttavia non è una definizione neutrale, ma più che altro di carattere conservativo, poiché utile all’esistente e non ad una sua possibile alternativa. Vale a dire che gli enti della globalizzazione ( imprese, Stato, organizzazioni, moltitudini) si scontrano quantitativamente, cercando di ottenere maggiore potere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-1523163850395744912?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/1523163850395744912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=1523163850395744912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1523163850395744912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1523163850395744912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/quale-ruolo-per-la-filosofia.html' title='Quale ruolo per la filosofia?'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-7719057800422131818</id><published>2008-03-11T11:16:00.004+01:00</published><updated>2008-03-11T11:31:57.190+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Glossario minimo'/><title type='text'>Postmoderno/condizione postmoderna</title><content type='html'>Il postmoderno è l'incredilità nei confronti delle metanarrazioni.( Lyotard)&lt;br /&gt;In sintesi si tratta della mancanza di autorevolezza del pensiero e delle azioni "forti" cioè delle visioni e delle politiche militari ed economiche  totalizzanti la sostanza della società, che hanno cioè un progetto preciso di cosa deve essere la società intesa nel suo complesso e la direzione che essa deve prendere. &lt;br /&gt;Tuttavia la condizione  postmoderna rischia di essere puramente formale perchè l'assenza di credibilità nelle metanarrazioni si accompagna alla presenza di una fede cieca nella tecnica e nella sua pragmatica logico-matematica formale, vale a dire nel totalitarismo metodologico, al quale  oggi si demanda il controllo di ogni aspetto della vita umana.&lt;br /&gt;Si è passati cioè da una società orientata a progetti comuni e condivisi ( comunismo, fascismo, emancipazioni umaniste) ad un relativismo in cui l'individuo non mette in discussione la società, ma chiede di essere soddisfatto nelle sue aspettative personali attraverso l'acquisto e il consumo di "metodologie" per il raggiungimento della felicità e del benessere individuale inteso come autonomo, assoluto, slegato dalla felicità altrui o dalla concezione del benessere generale.&lt;br /&gt;Queste metodologie sono derivate dalla scienza economica, ovvero dalla disciplina che viene utilizzata per il governo dell'esistente dai soggetti della global governance tecnostrutturale, che ha imposto come unico criterio di scelta "l'efficienza razionale" dell'homo oeconomicus, la quale si impone erga omnes come nuovo totalitarismo, il totalitarismo metodologico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-7719057800422131818?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/7719057800422131818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=7719057800422131818' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/7719057800422131818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/7719057800422131818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/postmodenocondizione-postmoderna.html' title='Postmoderno/condizione postmoderna'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' 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analisi libertaria.&lt;br /&gt;I sostenitori del minimal state di partenza pensano infatti che lo Stato non debba svolgere funzioni di controllo del mercato ma debba solo garantire l'amministrazione della giustiza per tutelare i contratti e la proprietà privata nell'aspettativa di una privatizzazione totale della società.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-2003394274470015732?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/2003394274470015732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=2003394274470015732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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term='Glossario minimo'/><title type='text'>Il minimal state come approdo</title><content type='html'>L'approdo al minimal state è tipico della tradizione liberale-liberista e cioè classica perchè in questa analisi si parte dal dato di fatto che l'economia è compressa dal controllo dello Stato inteso in senso moderno. &lt;br /&gt;In effetti l'analisi dei classici ( Smith, Ricardo, Mill e coloro i quali si richiamano ad essi compreso Voh HAyeck e SChumpeter), partiva da una realtà storica in cui lo Stato non consetiva alle imprese, alle banche, ai commercianti, agli imprenditori e alla loro microeconomia, di svilupparsi in modo autonomo. &lt;br /&gt;Lo stato tendeva a comprimere l'economia di mercato nel tentativo di conservare lo status quo, rappresentato per lungo tempo dai proprietari terrieri, di miniere, e dalle compagnie di import-export pdi proprietà pubblica  e dall'aristocrazia di rango oltre che dai funzionari/notabili dello Stato.&lt;br /&gt;Partendo da questa situazione reale i sostenitori del liberalismo classico pensarono di liberare le forze attive dela società borghese, approdando al minimal state, chiedendo cioè allo Stato di ridurre la propria sovranità in materia economica.&lt;br /&gt;Tuttavia il  minimal state come approdo nella tradizione classica richiede allo Stato Moderno di impiegare le risorse derivanti dal pagamento delle imposte per la fornitura dei servizi essensiali, dell'istruzione, dell'amministrazione della giustizia, del controllo dell'effettiva presenza di libertà politiche, e del controllo del libero mercato contro il monopolio e l'oligolpolio, della ricerca e dello sviluppo dell'impresa nascente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-455476903553916054?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/455476903553916054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=455476903553916054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/455476903553916054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/455476903553916054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/il-minimal-state-come-approdo.html' title='Il minimal state come approdo'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-3377052046454497228</id><published>2008-03-11T10:17:00.004+01:00</published><updated>2008-03-11T10:58:30.248+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Glossario minimo'/><title type='text'>Libertarismo</title><content type='html'>Il libertarismo è una corrente di pensiero che afferma contemporanenamente la centralità dell'individuo dotato di libertà assolute e non comprimibili, la difesa della proprietà privata come diritto essenziale, la lotta allo Stato inteso come pubblico potere che limita la libertà individuale e di impresa e usurpa la proprietà privata. &lt;br /&gt;Per il libertario la libertà individuale è senza limiti e si accompagna al diritto di proprietà e alla libertà di impresa che non sono "diritti economici" ma assurgono alla funzione di valore morale.&lt;br /&gt;Il libertarismo si distingue in due branche una moderata, il minimal state, e l'altra estremista, l'anarco-capitalismo.&lt;br /&gt;La differenza tra le due consiste nel fatto che mentre nel minimal state si accetta che lo Stato svolga alcune funzioni consistenti nell'amminisgtrazione della giustizia e nel mantenimento dell'ordine interno, tutelando cioè i contratti e la proprietà privata , nell'anarco-capitalismo si pensa che anche queste funzioni debbano essere privatizzate e sottoposte al mercato.&lt;br /&gt;Nonostate i libertarti si intendano come continuatori della tradizione liberale è necessario sottolineare che questa affermazione deve essere rigettata certamente per l'anarco-capitalismo ma anche per le forme più marcate di minimal state, &lt;a href="http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/il-minimal-state-come-partenza.html"&gt;il minimal state di partenza&lt;/a&gt;, poichè esse tutte si fondano sul principio della estromissione dello Stato dall'economia e sull'assenza di diritti di alterità.&lt;br /&gt;Nel pensiero liberalista-liberale invece lo Stato deve intervenire nel mercato per tutelare l'impresa nascente e la libera concorrenza dal pericolo di monopolio e di oligopolio, e del resto nel liberismo-liberale il diritto alla libertà individuale è un bene pubblico tutelato dallo Stato, laddove nel libertarismo è compito del singolo tutelare se stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-3377052046454497228?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/3377052046454497228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=3377052046454497228' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/3377052046454497228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/3377052046454497228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/libertarismo.html' title='Libertarismo'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-1012421744779916856</id><published>2008-03-11T10:07:00.004+01:00</published><updated>2008-03-11T10:17:43.652+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Glossario minimo'/><title type='text'>Globalizzazione</title><content type='html'>La Banca mondiale definisce la globalizzazione come "the growing integration of economies and societies around the world".&lt;br /&gt;Si tratta di una definzione stringata di globalizzazione che tuttavia capta il significato essenziale della stessa. La globalizzazione è innanzitutto un fenomeno di crescente integrazione a livello mondiale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-1012421744779916856?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/1012421744779916856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=1012421744779916856' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1012421744779916856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1012421744779916856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/03/globalizzazione.html' title='Globalizzazione'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-7126802010370977429</id><published>2008-02-28T18:04:00.015+01:00</published><updated>2008-03-11T11:33:16.353+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal postmoderno alla globalizzazione'/><title type='text'>….“è finita la modernità liquida” disse l’uomo sull’albero maestro. Ma cosa ci faceva li?....</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;COME IL POSTMODERNO E’ DIVENUTO IL RECINTO DELL’OLTRE UOMO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti autori sostengono che la contemporaneità che tutti noi viviamo &lt;span&gt;(1)&lt;/span&gt; ,  questa condizione dalla quale scaturirebbero le nostre azioni, i nostri pensieri a livello subliminale, come se si trattasse di un grande inconscio in cui tutti siamo immersi, una sorta di lago &lt;span&gt;(2)&lt;/span&gt; in cui ci bagniamo,ci tuffiamo o che temiamo per i “mostri” che lo abitano,  sarebbe postmoderna o della modernità liquida &lt;span&gt;(3)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle caratteristiche della condizione postmoderna è la sua invisibilità da lontano e la sua inconsistenza da vicino. L’unica cosa che possiamo dire è che essa è bagnata, nel senso di liquida, cioè la avvertiamo come sensazione ma essa è intangibile, non rappresentata ma soltanto percepita una volta attraversata, è appunto una condizione, uno stato dell’essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa condizione gli uomini sembrano vivere senza riferimento alcuno. Gli uomini hanno rovesciato i valori in disvalori e ora tra i primi e i secondi non sanno più come scegliere. Nell’incertezza li ammettono tutti, purchè rispettino la regola dell’assenza di gerarchia valoriale. Tutti sullo stesso piano. Il postmoderno abbatte le distanze e le differenza, da quando poi ha prodotto la globalizzazione è chiaro a tutti che il mondo è piatto.(4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi sono più modelli da seguire, idoli che impongano paura per distribuire sicurezza, stelle che possano tracciare la rotta, capi da imitare e rispetto ai quali porsi in una condizione di subordinazione o di alternativa, non vi sono più contrasti, forze che si premono, ma tutto è così appunto immerso nel liquido. Le idee, i movimenti, le azioni, a volte sono onde sul lago, altre volte correnti dello stesso, ma finiscono, si mescolano si placano, smettono ad agire come forze autonome si interelazionano, si configurano diventano parte della condizione, sono il postmoderno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E pur tuttavia esse comunicano tra di loro condividono uno stesso flusso di comunicazione. Tale flusso è costituito dai giochi logico-matematico-formali, cioè da una metodologia attraverso le quali le parti del tutto tendono a rafforzarsi, a vincersi nello scontro, cercando di assumere maggiore consistenza. Tale linguaggio, è totalitaristico, poiché limita la libertà di espressione delle parti, e così facendo veicola anche i contenuti che esse possono comunicare. Il linguaggio formale infatti ha la capacità di modificare fortemente il contenuto che attraverso esso è possibile produrre e veicolare. Si crea così una comunicazione governata da una forza superiore, il totalitarismo metodologico, che è il metodo della comunicazione che però nello stesso tempo definisce anche il requisito per l’esistenza degli enti comunicanti e dell’oggetto comunicato. Se non si accettano le regole metodologiche non si esiste, gli enti sono privi di forza, non si ritrovano cioè come conseguenza della condizione postmoderna, sono fuori del lago e diventano oggetti comuni, già vissuti, “moderni “ nel senso più spregiativo del termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia il totalitarismo metodologico,  il metodologismo logico-formale è la fine della modernità liquida. Indica cioè il suo confine, il suo recinto il suo limite territoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è più quindi un racconto, una massa, un gruppo, ma l’isolamento delle singoli parti, configurabile in diversi modi che oltre una certa densità si fa moltitudine. Le parti ovviamente si combinano economicamente, secondo le regole dell’efficienza, le parti sono subordinate al governo del totalitarismo metodologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;&lt; La funzione narrativa perde i suoi funtori, i  grandi eroi, i grandi pericoli, i grandi peripli, i  grandi fini. Essa si disperde in una nebulosa di elementi linguistici narrativi, ma anche denotativi, prescrittivi, descrittivi, ognuno dei quali veicola della valenze programmatiche sui generis. Ognuno di noi vive al crocevia di molti di questi elementi. Noi non formiamo delle combinazioni  linguistiche necessariamente stabili, né le loro proprietà sono necessariamente comunicabili.[…]Esistono molti giochi linguistici differenti, ceh costituiscono l’eterogeneità degli elementi ed i giochi possono generare istituzioni solo attraverso un reticolo di piastrine, che costituisce il determinismo locale&gt;&gt;  &lt;/span&gt; (5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa condizione della linguistica, è tale per cui la comunicazione non è più uno strumento della percezione dialogica (6), ma è posta in una dinamica competitiva. La parola, strumentalizzata nella perdita del senso valoriale (7) , è un’arma da utilizzare per vincere nel gioco linguistico contro  l’avversario. L’uomo “oltre-uomo” avendo messo sullo stesso piano valori e disvalori li unisce, li connette secondo il criterio dell’efficienza, per creare tecniche, tecnologie, oggetti economicamente normati, che possano accrescere la propria condizione di sicurezza, il proprio benessere attribuendo uno status superiore rispetto agli altri uomini. Nella metodologia di costruzione di questa infrastruttura tecno-economica egli incontra il limite, il proprio recinto, quelll’assenza di meta narrazioni che è il postmoderno non ha libera l’uomo, ma lo ha sottoposto ad una prigionia ancora più forte, poiché ceca e subliminale, disumana nella sua determinazione sociale, ovvero il totalitarismo metodologico esercitato per il tramite del governo della tecnostruttura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I valori e i disvalori sono dunque la materia con cui si costruisce, sotto le regole del totalitarismo metodologico, la strumentazione di dominio e di controllo della ricchezza ,dei territori e delle istituzioni. Si tratta di una impostazione che non accetta altra determinazione valoriale che il dominio e l’egemonia di un  uomo sull’altro uomo , poiché in questi casi non si può dire che vi sia un dialogo, con descrizione di una idea, ma piuttosto una gara, e quindi l’impostazione di una situazione i cui a somma zero, v’è chi vince e chi perde. In questa dimensione non può esistere una dimensione pubblica o politica, con riferimento al governo della città, dei beni comuni, perché il gioco a somma zero spinge gli uomini alla privatizzazione alla cacciata di altre donne e uomini alla costruzione di enti privati o di beni da club-tribali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è persa dunque nel postmoderno , come annichilimento della comunicazione attiva e morte del soggetto la funzione dialogica liberale-non liberista (8) , di derivazione classica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche se non contemporaneamente, ma più che altro contiguamente, sicchè sarebbe possibile parlare di contuiguitaneità.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(2)  Perché abbiamo definito la condizione postmoderna come un lago e non come un fiume o come un mare, o un oceano? Essa è un lago perché non tutti la vedono, è elitaria nella sua determinazione esistenziale, è la coscienza di quei pochi uomini che svolgono la funzione del governo della globalizzazione. Essa non è un fiume, perché non scorre, dalla montagna alla valle, cioè non individua un ordinamento gerarchico della società, o una idea di progresso storico. Essa non è un mare né un oceano, perché non è così fruibile a tutti gli uomini né così ricca di nutrimento, avendo il postmoderno creato la globalizzazione che ha aumentato la disuguaglianza sociale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(3) Sulla concezione della modernità liquida confrontare &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman"&gt;Zygmut Bauman&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788842065142/bauman-zygmunt/modernita-liquida.html"&gt;La modernità liquida, Bari, Laterza,2006  &lt;/a&gt;, sulla concezione del postmoderno  confrontare &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Lyotard"&gt;Jean Francois Lyotard, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788807090066/lyotard-j-franccedilois/condizione-postmoderna-rapporto.html"&gt;La condizione postmoderna, Milano, Feltrinelli, 2002.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(4)Cfr &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Friedman"&gt;Thomas L. Friedman&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804569220/friedman-thomas-l/mondo-piatto-breve.html"&gt;Il mondo è piatto, Milano, Mondandori, 2007&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;(5) Lyotard, “la condizione postmoderna”, Milano, Feltrinelli, 2007, pag 6.&lt;br /&gt;(6)Il dialogo viene realizzato avendo attenzione non per la vittoria del gioco linguistico ma per la creazione di una idea comune, attivando la sfera della politica, si accetta l’idea che si possa delineare una idea della collettività, che aggiunga valore a tutti e non solo al singolo o al gruppo vincitore del gioco linguistico, si delinea la condizione del gioco a somma positiva, una prospettiva pragmatica di pacificazione umana.&lt;br /&gt;(7)Relativismo gnoseologico su cui si fonda il postmoderno come incredulità delle  meta-narrazioni, cfr&lt;semplificando al="" massimo="" possiamo="" chiamare="" posmtoderna="" nei="" confronti="" della="" meta="" narrazioni=""&gt; Lyotard, op. cit.&lt;br /&gt;(8)Ci si potrebbe domandare a questo punto se è possibile l’esistenza di una società liberale e non liberista. Ebbene dobbiamo dire che certamente si tratta di una possibilità concreta in cui esistano le libertà individuali politiche e non in modo altrettanto forte le libertà individuali economiche legate alla dinamica del capitalismo. Per esempio le società democratiche precapitalistiche erano liberali e non liberiste. Del resto è possibile che esista anche il liberismo senza liberalismo come accade in questo momento storico in cui esistono le libertà economiche ma non le libertà politiche, le quali non possono coesistere con la determinazione della società senza Stato tipica del  libertarismo.&lt;/semplificando&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.fainotizia.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-7126802010370977429?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/7126802010370977429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=7126802010370977429' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/7126802010370977429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/7126802010370977429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/finita-la-modernit-liquida-disse-luomo.html' title='….“è finita la modernità liquida” disse l’uomo sull’albero maestro. Ma cosa ci faceva li?....'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-4743913660286278474</id><published>2008-02-28T11:10:00.004+01:00</published><updated>2008-03-11T10:35:58.846+01:00</updated><title type='text'>Gli scatti del Pierre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.flickr.com/photos/gliscattidelpierre"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_K53KeBlxDZs/R8aI1V1vXfI/AAAAAAAAABc/K0MWQqJHqXs/s400/pierre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171971672058584562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-4743913660286278474?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/4743913660286278474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=4743913660286278474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/4743913660286278474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/4743913660286278474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/gli-scatti-del-pierre.html' title='Gli scatti del Pierre'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_K53KeBlxDZs/R8aI1V1vXfI/AAAAAAAAABc/K0MWQqJHqXs/s72-c/pierre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-5676322439325156288</id><published>2008-02-27T21:38:00.003+01:00</published><updated>2008-03-11T10:36:38.563+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_K53KeBlxDZs/R8XKp11vXeI/AAAAAAAAABU/-bTSv4dRECg/s1600-h/Bureau.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_K53KeBlxDZs/R8XKp11vXeI/AAAAAAAAABU/-bTSv4dRECg/s400/Bureau.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171762567280811490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-5676322439325156288?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/5676322439325156288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=5676322439325156288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5676322439325156288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5676322439325156288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/blog-post_27.html' title=''/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_K53KeBlxDZs/R8XKp11vXeI/AAAAAAAAABU/-bTSv4dRECg/s72-c/Bureau.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-946699838262981645</id><published>2008-02-21T11:14:00.010+01:00</published><updated>2008-03-11T11:34:55.975+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal postmoderno alla globalizzazione'/><title type='text'>Il Postmoderno ha prodotto la globalizzazione libertaria</title><content type='html'>Il superamento della condizione dello Stato nazione &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;(1)&lt;/span&gt; , conduce ad una società nell’ambito della quale l’assenza dello stato, della comunità politica, l’inesistenza di un confine territoriale-giuridico-militare, inducono gli uomini in una condizione di isolamento, di solitudine,libertaria .I legami tra gli uomini, non sono più morali, o religiosi, né giuridici, ma di efficienza e di scambio. Per questa via si passa dal concetto di popolo, a quello di massa , a quello di moltitudine. Con l’apertura di quella gabbia protettiva ma anche oppressiva dello  Stato- moderno, l’uomo è tornato libero, ma non alla libertà civile, della società della comunità,della polis, ma alla libertà anarchica in una specie di stato di natura capitalista, in una giungla di mercato, nella quale vive senza bisogno alcuno di totem e riferimenti, di dialogo e di discussione,  ma solo nel tentativo di accrescere la propria personale ricchezza , come maggiore certezza del proprio futuro,come elemento per combattere la paura esistenziale.  L’uomo del postmoderno ha   abbattuto anche i simboli  laici, i totem m della democrazia, si avverte come elemento in una rete, margine di una ulteriore posizione di ottimizzazione, non ha identità soggettiva, ma solo oggettiva e legata ai risultati delle proprie azioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;___________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;(1)&lt;/span&gt; &lt;&lt; La novità consiste nel fatto che in tale contesto i vecchi poli di attrazione costituiti dagli Stati –nazione, dai partiti, dalle professioni e dalle tradizioni storiche perdono il loro potere di centralizzazione. Né sembra che essi debbano essere sostituiti,almeno al livello che è loro caratteristico.&gt;&gt;, Lyotard, La condizione postmoderna,Milano, Feltrinelli, pag. 31&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-946699838262981645?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/946699838262981645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=946699838262981645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/946699838262981645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/946699838262981645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/il-postmoderno-ha-prodotto-la.html' title='Il Postmoderno ha prodotto la globalizzazione libertaria'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-6223257110430395701</id><published>2008-02-20T18:42:00.001+01:00</published><updated>2008-02-20T18:42:51.736+01:00</updated><title type='text'>C.B</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nm0lSWXLqcE&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/nm0lSWXLqcE&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-6223257110430395701?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/6223257110430395701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=6223257110430395701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/6223257110430395701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/6223257110430395701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/cb.html' title='C.B'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-5942419180875464500</id><published>2008-02-20T18:06:00.003+01:00</published><updated>2008-03-11T11:35:43.686+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal postmoderno alla globalizzazione'/><title type='text'>Il postmoderno come morte del soggetto</title><content type='html'>Relativamente ai cambiamenti nel governo dell’esistente, Lyotard descrive il passaggio dallo Stato come ente che contiene la società allo Stato come ente che fa parte della società, non più posto in una condizione di superiorità, ma di orizzontalità rispetto agli altri enti. Ecco che quindi si giunge ad un cambiamento della sfera della politica &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;(1)&lt;/span&gt;, come luogo della collettività, la politica non è più soltanto quella che si svolge negli enti pubblici ma è qualcosa di più grande da racchiudere anche lo stato-nazione moderno. L’ordinamento globale che così nasce è un superamento della dicotomia stato-privato, global player-stato-nazione,  è superiore a queste entità, ma capace di rispettarne l’esistenza in una condizione di riconoscimento funzionale. Nello stesso tempo questa entità non ha più la caratteristica dell’essere moderno, chiuso , delimitato. Ma è aperto, una sorta di democrazia degli enti, ciascuno valutato secondo la sua funzionalità economica, la sua efficienza, in base all’efficienza, nel governo tecno-strutturale del totalitarismo metodologico.&lt;br /&gt;Il totalitarismo metodologico raggiungerebbe così la sua piena autonomia essendo adiaforizzato.&lt;br /&gt;Gli enti cioè sono tutti validi , purchè siano funzionali ed efficienti, a prescindere dalla propria natura. Troviamo orizzontalmente disposti, le multinazionali, gli stati-nazione, le istituzioni religiose, i movimenti e partiti politici, il terzo settore, il movimento a difesa del lavoro, dei cittadini e del risparmio. Tutti sullo stesso piano.  &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il postmoderno è morte del soggetto. Il soggetto non ha più importanza qualitativa, ma solo funzionale, ha cioè importanza come oggetto. E in base a questo decide l’andamento dell’ordinamento della globalizzazione sulla base di quella che è la funzionalità del metodo unico, del totalitarismo metodologico, egemonia della scienza economica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;__________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;&lt; Già adesso essa non è più costituita dalla classe politica tradizionale, bensì da uno strato eterogeneo formato da capi di impresa, da alti funzionari, da dirigenti di grandi organizzazioni professionali, sindacali, politiche confessionali&gt;&gt;, Lyotard, LA condizone postmoderna, Milano, Feltrinelli, 2007, pag 31.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-5942419180875464500?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/5942419180875464500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=5942419180875464500' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5942419180875464500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5942419180875464500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/il-postmoderno-come-morte-del-soggetto.html' title='Il postmoderno come morte del soggetto'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-3367547138448463201</id><published>2008-02-19T20:11:00.004+01:00</published><updated>2008-03-11T11:36:35.583+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metodologia'/><title type='text'>Il totalitarismo metodologico</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PREMESSA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il postmoderno  è la condizione esistenziale  della contemporaneità dalla quale scaturisce la globalizzazione  ( il postmoderno genera la globalizzazione)(1)  &lt;br /&gt;• Il postmoderno  è la condizione della cultura e della scienza  fondata sulla centralità del linguaggio ( il postmoderno rifiuta l’ideologismo ma si fonda sul metodologismo, ovvero sulla logica del metodo): (2)&lt;br /&gt;• La globalizzazione, attraverso il rafforzamento degli enti privati e la strumentalizzazione oligarchica del FMI e del Wb, ha prodotto per l’ordinamento globale, un diritto informale, che non viene più posto nelle assemblee legislative democraticamente elette , ma deciso nei luoghi di contrattazione internazionale come il WTO. (3)&lt;br /&gt;• Per giustificare l’esistenza di un mercato globale senza limiti, non limitato cioè  da uno stato globale, gli economisti hanno trasformato il concetto di libertà liberale in quello di libertà libertaria, di stampo anarco-capitalista, un concetto secondo il quale l’azione individuale non deve incontrare limite alcuno, laddove invece i liberali non libertari, ritengono che la libertà individuale debba essere limitata per tutelare le imprese nascenti e la concorrenza contro le derive monopolistiche della libertà assoluta. (4)&lt;br /&gt;• La tecnostruttura è l’insieme dei policy makers, dei burocrati della pubblica amministrazione e del management delle imprese, che governa la globalizzazione, attraverso l’ordinamento informale,  cioè la governance della globalizzazione libertaria. (5)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;IL RAGIONAMENTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell’età della globalizzazione, prodotta dalla condizione postmoderna, a causa della tendenza a trasformare il sapere in un gioco linguistico, a causa della esistenza di un processo di governance informale e libertaria derivante dalla liquidità della dimensione del potere, le decisioni vengono assunte non più sulla base di idee, ma di metodi, che corrispondo alla vittoria dei giochi ovvero alla ottimizzazione della teoria dei giochi,si determina così l’egemonia della scienza economica e la subordinazione dell’esistente al metodo migliore che è il totalitarismo metodologico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  (1) Sul superamento della condizione dello Stato-nazione e sulla questione delle imprese globali come globa players Lyotard scrive “ Le istanze economiche hanno potuto mettere in pericolo quelle statuali a causa delle nuove forme di circolazione dei capitali, forma cui è stata data la denominazione generica di imprese multinazionali e che implicano la sottrazione almeno parziale del controllo sulle decisioni di investimento da parte degli Stati-nazione. Lyotard , La condizione posmtoderna, Feltrinelli, 2007, pag 15. &lt;br /&gt;  (2)“ il sapere scientifico è una specie di discorso. Si può dire  che da quanrantanni le scienze e le tecnologie cosiddette di punta vertano sul linguaggio”, Lyotard, op. cit. pag 9.&lt;br /&gt; (3)  Cfr JOSEPH E.STIGLITZ , La globalizzazione e i suoi oppositori,Torino , Einaudi, 2004.&lt;br /&gt; (4) Cfr Murray N. Rothbard, La libertà dei libertari, Catanzaro, Rubettino, 2000. &lt;br /&gt; (5)  Cfr John Kennet Galbraith, Il nuovo Stato industriale, Torino, Einaudi, 1967.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-3367547138448463201?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/3367547138448463201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=3367547138448463201' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/3367547138448463201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/3367547138448463201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/il-totalitarismo-metodologico-premessa.html' title='Il totalitarismo metodologico'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-2293122502828925187</id><published>2008-02-17T11:23:00.003+01:00</published><updated>2008-03-11T11:37:29.295+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metodologia'/><title type='text'>Il totalitarismo metodologico: il discrimine, la forma del concetto,  il criterio di scelta</title><content type='html'>Lyotard, nel primo capitolo della sua opera, “La condizione postmoderna”, ragiona circa i cambiamenti cha hanno indotto il nuovo stato del sapere. Dal suo punto di vista il cambiamento si è manifestato nel corso degli anni Cinquanta attraverso una crescita dell’importanza della comunicazione e del ragionamento sul linguaggio in tutte le scienze anche se queste variazioni si sono manifestate con diversa intensità nei diversi sistemi economici e sociali, il che sostiene Lyotard, produce una certa discronia.&lt;br /&gt;Dinanzi alle varie caratteristiche e diramazioni di questi percorsi, Lyotard preferisce comunque analizzare gli elementi che sono comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso si sofferma sull’importanza del linguaggio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Il sapere scientifico è una specie di discorso. Si può dire che da quarant’anni le scienze e le tecnologie cosiddette di punta vertano sul linguaggio […].”  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le scienze, dice Lyotard, devono non solo procedere nella propria evoluzione, ma devono farlo in modo che il risultato di queste evoluzioni sia compatibile con una elaborazione informatica. Le scienze cioè devono potere comunicare tra di loro a mezzo di una forma economica, il bit , e questo porta ogni ambito della scienza, ad interrogarsi sul come rendere i risultati comunicabili. Tutto questo ha formalizzato un linguaggio metodologico, tale per cui prevede una riconnessione immediata del sapere ad altri saperi a mezzo di uno stesso linguaggio.  Tuttavia il linguaggio influenza il contenuto del messaggio, sicchè si determina a mezzo dell’egemonia della logica informatica, fondata cioè sull’economia dell’informazione, una sorta di pensiero unico, che guida lo sviluppo della scienza, il quale pensiero non si definisce sotto un profilo qualitativo o ideale, ma puramente economicistico, metodologico, utile cioè allo sviluppo della scienza come risposta al bisogno dell’uomo.&lt;br /&gt;Si addiviene così al postmoderno, essendo esso libertario ( cioè libero dall’alterità ), supera la concezione del valore-disvalore, e approda al metodologismo, finalizzato all’incremento delle posizioni di partenza, alla competizione. &lt;br /&gt;Se il postmoderno fornisce la coscienza all’homo oeconomicus, cioè costituisce l’insieme delle scelte possibili, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il totalitarismo metodologico, è quella forza che impone alla creatività e alla libertà, una determinata forma, come se esistessero delle funzioni tra gli elementi dell’insieme delle scelte possibili che dovrebbero essere sempre preferite rispetto ad altre. E questa logica è mutuata dall’economia del linguaggio, dall’informatica, ma in generale dalla scienza economica, che appunto si occupa di analizzare le scelte migliori, gli ottimi, date certe condizioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dunque il totalitarismo metolodogico, cioè questa forma di comunicazione che definisce una caratteristica essenziale dell’ente , riducendo gli spazi ermeneutici, è :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• un discrimine: poiché è un limite, un elemento di selezione per indicare i confini dell’ordinamento;&lt;br /&gt;• la forma del concetto: vale a dire  una metodologia, ad alto valore aggiunto di conoscenza, attraverso la quale gli uomini esprimono se stessi e la scienza nel suo sviluppo, risolvendo il problema del rapporto tra forma e contenuto, nella meccanizzazione e regolamentazione del linguaggio;&lt;br /&gt;• il criterio di scelta, ovvero la forza terza che domina la libertà degli uomini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-2293122502828925187?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/2293122502828925187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=2293122502828925187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/2293122502828925187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/2293122502828925187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/il-totalitarismo-metodologico-il.html' title='Il totalitarismo metodologico: il discrimine, la forma del concetto,  il criterio di scelta'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-2257274273109044011</id><published>2008-02-17T11:14:00.001+01:00</published><updated>2008-02-17T11:18:03.206+01:00</updated><title type='text'>C.B</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V2g9KPbjlmc&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/V2g9KPbjlmc&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-2257274273109044011?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/2257274273109044011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=2257274273109044011' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/2257274273109044011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/2257274273109044011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/blog-post.html' title='C.B'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-659248438410892120</id><published>2008-02-15T10:49:00.008+01:00</published><updated>2008-02-15T13:00:22.945+01:00</updated><title type='text'>Alcune domande sul rapporo tra il postmoderno e la globalizzazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nella sua introduzione all'opera "La condizione postmoderna" Lyotard fa riferimento alla condizione postmoderna come ad una determinante di tipo culturale che riguarda lo stato del sapere e della scienza. Egli infatti scrive:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"L'oggetto di questo studio è la condizione del sapere nelle società piiù sviluppate. Abbimo deciso di chiamarla posmtoderna." ( Lyotard , la condizone postmoderna, Milano, feltrinelli, 2007, pag. 5)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma perchè Lyotard fa riferimento al postmoderno come ad una condizione della cultura? Che cosa si intende per cultura? e come questa incide sull'ordinamento della globalizzazione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Cerco di rispondere queste domande.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la definzione che ne dà l'Abbagnano, nel suo Dizionario di filosofia, la cultura può essere intesa in due modi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Il primo e più antico è quello per il quale significa la formazione dell'uomo, il suo migliorarsi e raffinarsi [...]. Il secondo è quello per cui esso indica il prodotto di questa formazione, e cioè l'insieme dei modi di vivere e di pensare  [...] che si sogliono anhce indicare come civiltà." ( Abbagnano Nicola, Dizionario di Filosofia, Torino Utet, 1998)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;Il postmoderno sarebbe dunque la caratteristica dominante ovvero la forma culturale egemonica della contemporaneità, che riguarderebbe sia la formazione che il suo prodotto esistenziale, individuale e di gruppo, la sua civiltà. Il postmoderno è la civiltà dell'uomo sorto dalla caduta degli idoli, la forza che forma antropologicamente l'homo novus, e ne sostiene la produzione sotto il punto di vista ideale ed economico.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;In questo senso il postmoderno ha posto le basi della globalizzazione, ha fatto scaturire la globalizzazione, ma nello stesso tempo è la globalizzazione come prodotto della stesa civiltà postmoderna, come insieme di rapporti economici, di produzione, di scambio.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;E' tuttavia pure avendo il postmoderno generato  la globalizzazione, come formazione di una nuova civiltà, è difficile dire se il feedback di questa relazione sia ancora postmoderna. Oggi siamo nella fase in cui è la globalizzazione, come prodotto della condizione postmoderna, che deve esprimere la sua influenza sulla società stessa, ed in questo senso il quadro culturale potrebbe cambiare nuovamente in base alla risposta di feedback.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;La cultura intesa come condizone del sapere genera gli elementi per l'affermazione di una civiltà concreta. Questa civiltà concreta produce degli atti e istituisce degli enti che modificano la cultura , intesa come condizione del sapere.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;Ecco perchè per comprendere la  globalizzazione è necessario comprenderne la premessa culturale, come condizione del sapere che è il postmoderno. E questo vale soprattutto per gli economisti, specie per quelli che si occupano di finanza e di commercio internazionale, oltre che di economia pubblica, che considerano nell'analisi economica e matematica, la variabile fondamentale costituita dall'esistenza di una civiltà egemonica che influenza lo stato del mercato, che cioè impone delle scelte, che in un certo senso comprime la libertà di scelta degli operatori del mercato. Una sorta di coscienza che interviene nelle scelte dell'homo oeconomicus e fa apparire più razionali talune scelte piuttosto che altre.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;Si tratta di una consideraizone che può forse essere meglio compresa con riferimento ad altre epoche storiche, e ad altre condizioni politiche, economiche e culturali.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;Per fare un esempio è come se si volesse analizzare il sistema economico sovietico , o il capitalismo, senza comprenderne la premessa culturale , vale a dire la condizione del sapere in quel contesto economico, che delinea un certo rapporto tra lo Stato ed il mercato, tra le imprese , le banche, gli enti pubblici e le scelte dei consumatori, dei lavoratori, dei risparmiatori. Tale variabile viene considerata , sia macroeconomicamente, come dominio esistenziale della funzione economica,  che microeconomicamente, come risultante di un processo di analisi empirico e induttivo. Logicamente in modo univoco e matematicamente per il tramite di diversi percorsi, si giunge alla stessa scoperta, all'ammissione dell'esistenza di una variabile costituita dalla condizione del sapere , poichè questa incide a tutti i livelli sull'economia.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;E allora con riferimento al sistema sovietico si dirà che esso è scaturito dal comunismo,  dal marxismo-leninismo e dalle sue successive trasformazioni. In modo analogo per il capitalismo si dirà che esso sorge dalla premessa moderna del liberalismo, in tutte le sue diverse interpretazioni,  dell'individualismo e dalla specializzaione del lavoro e dalla divisione dell'esistente.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;Per lo stesso motivo sia che si voglia considerare la globalizzazione macroeconomicamente, che volendo analizzarla microeconomicamente, si addiviene alla variabile culturale, che risponde alla seguente domanda:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/il&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;qual'è l'idealtipo, il concetto, l'idea guida, consapevole o implicita, che spinge i soggetti ad operare seguendo talune modalità? A scegliere di investire in un certo settore, piuttosto che in un altro, a creare un certo tipo di impresa , di marketing, di prodotto, a volere certi rapporti di lavoro o a creare certe forme di investimento o di finanziamento, a delinare un certo rapporto tra leggi economiche del mercato, norme informali e leggi giuridiche dello Stato?&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;Ebbene la risposta a questa domanda è nella condizione culturale, cioè nel sapere, e nel caso della globalizzazione questa condizione è il postmoderno.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;La ragione per cui la globalizzazione è governata dalla governance tecnostrutturale, informale, libertaria, totalizzante, che produce annichilimento dello Stato-nazione, abbattimento delle barriere territoriali, ridefinizone degli enti giuridici economici e sociali, ricchezza e nuova disparità, è nel posmtoderno che ha consentito questa metodologia di organizzazione dell'ordinamento della globalizzazione, postmoderno che tuttavia, la globalizzazione tende a superare.&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;il&gt;&lt;/il&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;il primo="" e="" antico="" quello="" di=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/il&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-659248438410892120?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/659248438410892120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=659248438410892120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/659248438410892120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/659248438410892120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2008/02/alcune-domande-su-postmoderno-e.html' title='Alcune domande sul rapporo tra il postmoderno e la globalizzazione'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-6669439831195460108</id><published>2007-09-14T10:08:00.000+01:00</published><updated>2007-09-14T10:13:29.865+01:00</updated><title type='text'>La produzione di incertezza</title><content type='html'>Quello che accade relativamente all’incertezza e al pragmatismo è dovuto in parte ad una necessità di dominio dell’ambiente informativo ( quel complesso di informazioni esterne che sono a fondamento del rapporto con la realtà e che contribuiscono a formare i nostri pensieri o a cambiare la base dei nostri ragionamenti agendo sulle strutture della genesi razionale ) e in parte ad una tensione competitiva che vuole imitare tale posizione di dominio e che inevitabilmente finisce per rafforzare la stessa . Sicchè il capitalismo per il tramite del suo sistema informativo agisce sui cittadini, sui consumatori utilizzando una serie di stimoli e di  imput che colpiscono gli aspetti più emozionali e più viscerali dell’uomo e ciò porta lo stesso a reagire immediatamente essendo iperstimolato con un costante cambiamento della sua struttura di pensiero e di priorità essendo guidato dall’impellenza che viene posta attraverso i vari livelli della comunicazione. In questo senso è vera la legge di Say con riferimento al mercato che cioè il mercato attraverso  l’offerta mediata informativamente crea la propria domanda ( almeno  fino ad un certo punto) e ciò è dimostrato dal fatto che soltanto le imprese pongono le priorità dell’agire comune e condiviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La razionalità, intesa come insieme di scelte coerenti e logiche nel tempo, ha perso la propria funzionalità tanto che essa è divenuta sinonimo di ideologia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicchè  ne deriva che avere una qualche idea precisa e ragionata, decontestualizzata, relativa per esempio all’assetto della società, a quello che lo stato dovrebbe o non dovrebbe fare, al modo in cui le imprese dovrebbero produrre, cioè alzare almeno un attimo lo sguardo dalla quotidianità mediata informaticamente e dominata dall’es sociale, significa necessariamente essere idealisti. E’ chiaro che il sistema si è formato sulla quotidianità e ha puntato poco sul suo valore per il futuro. Ma pensare al futuro e ad una società caratterizzata da valori condivisi razionali e non solo emotivamente ispirati a necessità di consumo, non significa essere ideologi, ma corrispondere ad un bisogno di civiltà, di continuità, di evoluzione. Significa rimuovere l’incertezza, o parte dell’incertezza legata alla visione del futuro e in questo senso cogliere le opportunità per la creazione e non per il depauperamento delle risorse e dei sistemi sociali a livello  mondiale. Invertire l’asse del sistema che lega lo sviluppo dell’umanità al mondo e lo sviluppo delle società evolute rispetto al resto delle altre società, dove cioè si intende la ricchezza della civiltà umana come depauperamento dell’ambiente naturale, e la ricchezza di un gruppo sociale come depauperamento di tutti gli altri gruppi sociali. Pensare ad una idea di società dinamica che leghi positivamente l’umanità alla natura e i gruppi sociali tra loro significa avere una idea di civiltà che non è totalitarista  ( o non lo è meno della società intesa come gioco a somma zero) ma che possa consentire agli uomini di vivere al di fuori del fango primordiale delle loro passioni di ricchezza ma pensare anche allo sviluppo futuro ordinato, illuminante e positivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso la politica economica come creazione di regole costitutive di una realtà oggettiva e condivisa è fondamentale non solo per la convivenza, ma anche per lo sviluppo dell’oltre capitalismo, poiché senza ricchezza di visioni umane, sociali, antropologiche, filosofiche,  il capitalismo rischia di impoverirsi, di ripiegare su se stesso, di non avere le risorse umane per produrre il suo ulteriore cambiamento. Non bastano infatti le risorse naturali, e il capitale, ormai quelle ci sono a livello mondiale. Oggi quello che manca sono le idee. Le idee di società, le idee di evoluzione e il confronto tra queste che sia dialettico, dialogico e democratico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-6669439831195460108?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/6669439831195460108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=6669439831195460108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/6669439831195460108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/6669439831195460108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/09/la-produzione-di-incertezza.html' title='La produzione di incertezza'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-5192547340497738903</id><published>2007-09-09T19:13:00.000+01:00</published><updated>2007-09-10T10:49:17.633+01:00</updated><title type='text'>Economia: una scienza giustificazionista, un'arte presuntuosa o uno strumento a difesa della democrazia?</title><content type='html'>Quello che appare evidente nelle opere degli economisti del dopoguerra ( Gunnar Myrdal a Galbraith anche Chamberlin e tutti gli eterodossi) è la capacità da parte dell’economia di sviluppare pensieri di carattere sistematico al di fuori delle concezioni ortodosse relative al liberismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che gli economisti debbano accettare necessariamente una impostazione metodologica è un fatto assolutamente illiberale e contrasta con la necessità di sviluppo della scienza e della conoscenza in generale, nonché con la crescita del capitalismo ed in generale dei sistemi economici che sono possibili. Il capitalismo infatti dovrebbe essere quanto più diversificato possibile dimodochè con un ricco corredo genetico possa resistere alle conseguenze destabilizzanti che esistono all’interno dello stesso come è dimostrato dalla storia economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto l’analisi teorica in economia non è possibile in quanto se fosse pura e cioè atemporale non sarebbe utile ( e pertanto sarebbe antieconomica rientrerebbe cioè nell’ambito del pensiero utopico ) e del resto se non è pura è sempre in un certo qual senso influenzata dalla questione relativa alla ideologia o al sistema di pensiero dell’economista che vive una realtà storica determinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ questa infatti quello che rende impossibile fare dell’economia una vera e propria scienza , come la fisica e come la matematica,. Il fatto cioè che l’unica condizione esistenziale utile per l’economia ( l’unico dominio in cui fare esistere il sapere economico ) è la realtà storica determinata con i suoi profili istituzionali e collettivi. Non esiste una economia atemporale, non esiste una metafisica dell’ economia , una ontologia dell’economia, esiste solo una determinazione storica concreta che deve essere analizzata con tutti gli strumenti possibili e che deve essere fornire indicazioni predittive per il governo delle istituzioni pubbliche e private.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affermiamo cioè che il metodo dell’analisi economica deve sempre prendere in considerazione le questioni relative all’economia come essa si manifesta onde evitare di creare un sistema ordinato di proposizioni il cui significato storico e politico sia irrilevante o peggio si presti a delle interpretazioni di carattere strumentale giustificazioniste nei confronti di nuove forme di schiavitù e di affermazione dell’uomo sull’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli economisti devono considerare gli aspetti storici e istituzionali in cui si sviluppa la dinamica economia e nell’ambito della stessa analizzare le questioni nella considerazione che la conoscenza è sempre foriera della civiltà e del progresso e che pertanto essa non può che muoversi nell’ambito del costituzionalismo e del riconoscimento dei diritti umani e della natura.&lt;br /&gt;Solo in questo modo l’economia ha un senso come sapere. Altrimenti non è ascrivibile e non trova spazio nella concezione della conoscenza se non come la razionalità del relativismo assoluto.&lt;br /&gt;Non tutti gli economisti sono convinti del fatto che l'economia debba essere una scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smith, per esempio, era invece molto interessato alle questioni di politica economica piuttosto che a pensare sistemi perfetti nel mondo dell’iperuranio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricardo invece aumentò il grado di astrazione ed ebbe la pretesa di fare in modo che l’economia divenisse una scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma domandiamoci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un fisico o un matematico realizzano un esperimento o pensano un sistema concettuale hanno una finalità di carattere politico? Vogliono colpire una qualche classe sociale? Mettere in discussione un potere economico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta a questa domanda potrebbe essere sia si che no. Alcuni scienziati certo hanno utilizzato la scienza per finalità politiche. Ma molti altri no. Si parla appunto di ricerca pura, di pura speculazione, di vera scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’economia la pura speculazione non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lo stesso Ricardo, che pretendeva di fare dell’economia una scienza, lo ha dimostrato. La sua analisi della rendita e le sue conclusioni relative al fatto che la classe dei proprietari terrieri incamerava più reddito di quanto ne meritasse, era posta in chiave classista. Egli difendeva gli imprenditori della nuova borghesia industriale e per fare questo si impegnò nel dimostrare che la rendita era ingiustificata di modo che i redditi fluissero copiosi verso gli imprenditori e fossero così sottratti ai proprietari. Soluzione: liberismo così avendo più libertà di usare il capitale per comprare le terre gli imprenditori avrebbero potuto sconfiggere socialmente i proprietari terrieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Marx usò la stessa logica per affermare lo stesso rapporto ma cambiando i soggetti. Non più i proprietari si appropriavano del reddito degli imprenditori, ma questi ultimi si appropriavano del reddito dei lavoratori. Soluzione: rivoluzione comunista così i lavoratori si riappropriano di quanto gli imprenditori hanno loro sottratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così via fino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’economia dunque è sempre determinata storicamente e orientata politicamente e per questo non può essere una scienza.&lt;br /&gt;Essa tuttavia può costituire un baluardo di conoscenza a presidio della civiltà dei diritti umani e della natura.&lt;br /&gt;In questo senso l’economia può affermare a livello globale la democrazia e lo sviluppo dell’umanità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-5192547340497738903?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/5192547340497738903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=5192547340497738903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5192547340497738903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5192547340497738903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/09/economia-una-scenza-giustificazionista.html' title='Economia: una scienza giustificazionista, un&apos;arte presuntuosa o uno strumento a difesa della democrazia?'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-2131504940406323076</id><published>2007-07-21T10:52:00.000+01:00</published><updated>2007-07-21T12:14:45.626+01:00</updated><title type='text'>Il mercato è una particolare istituzione dello Stato ( ma il mercato globale non esiste ancora )</title><content type='html'>Il processo di creazione dello Stato e delle sue istituzioni ,così come viene descritto dai contrattualisti, consiste nell'individuazione di una serie di diritti e di doveri che si ritengono necessitare di protezione coercitiva, i quali vengono esternalizzati dal dominio dell'uomo nello stato di natura e ammassati nella concezione dello Stato-leviatano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un porcesso graduale, empirico ( secondo la tradizione del relativismo anglosassone) che porta lentamente alla creazione dell istituzioni e sucessivamnete all'attribuire alla complesso delle istituzioni il valore di Stato.Di volta in volta gli uomini hanno così regolarizzato le proprie insicurezze e inefficienze per il tramite della creazione delle Istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Leviatano prende dunque forma per il tramite di un processo di attribuzione ad un soggetto terzo, di poteri, potestà, diritti e doveri, che un tempo erano dei singoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che si crea il processo di attribuzione leviatanica ad un terzo di posizioni di potere si crea una istituzione che è un organo dello Stato e si contribuisce a creare il luogo della coercizione, capace di dare certezza ai diritti diversamente non tutelati nello stato di natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa dinamica dell'attribuzione di poteri al terzo esiste nel processo di creazione del mercato, in quanto gli uomini hanno delegato al mercato ( come luogo fisico-concettuale delle contrattazione ) il potere di decidere della economicità degli scambi, il prezzo per la circolazione delle risorse e la capacità di premiare attarverso l'attribuzione di ricchezza.Il mercato dunque esercita un potere di coercizione nei confronti del complesso delle contrattazioni. Chi si pone al di fuori di esso ( nell'economia della natura) perde quella protezione che è garantita dall'istituzione. Il mercato è dunque un istituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque nella logica di attribuzione di potere al mercato ( così come per altro avvine anche per altre istituzioni, come ad esempio per la Giustizia, il sietam dell'educazione, l'amministrazione della res publica) si riflette esattamente quel processo di attribuzione di poteri che gradualmente empiricamnete crea gli organi dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel prcesso di attribuzione di poteri al terzo, nella fenomenologia della crezione della istituzione leviatanica, si possono distinguere vari gradi di complessità che riflettono il livello di civiltà della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutte le istituzioni che costituiscono la struttura organica dello Stato sono normate positivamnete attraverso leggi formali, molte norme sono informali e altre istituziooi si trovano ancora nella primigenia costituzione all'interno del fango sociale primordiale ( condizioni e settori dell'esistenza in cui gli uomin fingono di vivere ancora nello stato di natura e che quindi organizzano secondo i principi della forza e del free riding) , istituzioni per le quali in futuro si sceglierà di creare norme prima informali e poi formali per mettere fine alla lotta dell'uomo contro l'uomo. ( circa la necessità economica dellsa creazione delle Istituzioni si veda il pensiero di Douglass North ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi chiamiamo dunque Stato il complesso di queste istituzioni, poichè il Leviatano possiede il controllo su tutta la struttura della società ed ogni volta che questa crea una istituzione essa diventa parte dello Stato entrando  nel Dominio del Leviatano. E' purtutttavia evidente che la struttura dello Stato talvolta pone lo stesso nella condizione di essere soggetto passivo di una asimmetria informativa. Il potere creativo delle istituzioni,e quindi delllo Stato nel suo complesso, non è dello Stato ma è dell'humus sociale. E quello che si sviluppa all'interno della primigenia spinta sociale non è nel controllo del Leviatano ( oper lo meno non lo è sempre, cioè come dire il Leviatano aspetta di essere investito di nuovi poteri. e di usufruire di nuove istituzioni,  per disciplinare condizioni che si trovano nello stato di natura per ragioni di carattere storico-antropologico). Dunque il Leviatano non può controllare quelle particolari condizioni sociali nell'ambito delle quali gli uomini fingono di vivere nello Stato di natura e usano la forza personale o la coercizione di gruppo per risolvere le questioni ( accade per esempio nella globalizzaione quando i gruppi finanziari utilizzano il proporio potere per risolvere delle questioni come se fossero nello stato di natura ignorando l'esistenza dello Stato).&lt;br /&gt;E' come se il Leviatano fosse ceco nei confronti della capacità della società di individuare nuove condizioni da istituzionalizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giungla di tali nuove condizioni sociali in cui si vive ancora nello stato di natura è la condizone iniziale. Poi tali fenomeni vengono normati ( per necessità di sopravvivenza dei songili e dei gruppi e per fare coesistere la crescita economica) informalmente attarverso la creazione di istituzioni che funzionano sul modello della common law ( istituzioni autonome ad un livello basso di civiltà formale ) e allora vengono ad entrare nel dominio del Leviatano che le fa proprie con la produzione di norme positive ( istituzioni dipendenti dallo Stato)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaro che le norme positive offrono maggiore protezione rispetto a quelle informali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le istituzioni sono quindi rappresentabili secondo la sicurezza che da esse promana che è una funzione del grado di positività delle leggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mercato è una istituzione dello Stato ( perchè si viene a creare con il processo di creazione a mezzo dell'attribuzione al terzo -leviatanico) e il suo grado di autonominna ( il fatto cioè di essere normato positivamente, informalmente o di vedere al proprio interno la creazione di un nuovo humus sociale) è molto elevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso della globalizzaione le contrattazioni si sviluppano ( per quanto riguarda il profilo dei mercati finanziari) senza l'esistenza di regole,e gli operatori economici in realtà lasciano che gran parte degli scambi avvengano sulla base di rappoirti di forza extra-istituzionali e auindi possiamo ben dire che non esiste un mercato globalizzato inteso nel senso di istituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da ciò derivano tre importanti conseguenze:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Siamo di fronte alla creazione di nuove isituzioni che a livello mondiale svolgano le funzioni leviataniche nel proceso di affermazione della democrazia ( a causa della necessità di garantire la certezza dei diritti primari, naturali e dei diritti di propietà);&lt;br /&gt;2. pur esistendo la globalizzazione ( come fenomenologia dell'humus sociale) non esiste ancora il mercato globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondamentale è dunque l'impegno per la razionalizzazione delle norme degli scambi e la creazione delle isituzioni del Governo della globalizzazione e ciò può avvenire  per il tramite di un democratico impegno politico  cooperativo su basi contrattualistiche che porti all'affermazione della Politica Economica e ritornare in una condizione di emanciapzione dall'homo homini lupus. ( per lo meno per la globalizzazione).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-2131504940406323076?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/2131504940406323076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=2131504940406323076' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/2131504940406323076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/2131504940406323076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/07/il-mercato-una-particolare-istituzione.html' title='Il mercato è una particolare istituzione dello Stato ( ma il mercato globale non esiste ancora )'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-4889530772598115179</id><published>2007-05-10T20:10:00.000+01:00</published><updated>2007-05-10T21:24:46.376+01:00</updated><title type='text'>Economia Pubblica ed Economia Privata ( o meglio l'inefficienza dell'economia nel predominio della morale)</title><content type='html'>Gli economisti da sempre dibattono sulla questione relativa alla esistenza di limiti oggettivi all'azione economica dello Stato e del mercato.&lt;br /&gt;Per un paio di secoli ci si è divisi tra fautori dell'intervento dello Stato e sostenitori del mercato.&lt;br /&gt;Poi la questione si è sostanzialmente risolta con la definizione di Bene Pubblico.&lt;br /&gt;La nozione di bene pubblico che deriva dagli studi del Mazzola e del Sax segnerebbe un limite oggettivo, scientifico tra economia pubblica ed economia privata.&lt;br /&gt;Cioè i beni pubblici li produce lo Stato ( beni produttivi di esternalità positiva e di assenza di rivalità nel consumo) e i beni privati li produce il mercato. Rimane aperta la questione degli obblighi che la Costituzione pone allo Stato con riferimento alla questione relativa alle politiche sociali.Che fare dell'istruzione, della sanità, della previdenza e assistenza sociale, dei trasporti?&lt;br /&gt;La risposta è:nella misura in cui queste aree di governo vengono assegnate dalla Costituzione allo Stato, se ne occupi appunto lo Stato, e diversamente il mercato.&lt;br /&gt;E quindi la questione Stato mercato è sostanzialmente chiusa.&lt;br /&gt;Un dibattito antico che trova la propria sintesi nella scienza delle finanze italiana dell'inizio del 900 e nell'economia pubblica contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SI ma siamo sicuri che sia finita qui?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'economa ha risolto la quesitone matematicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli uomini, i cittadini, i loro diritti e le loro aspirazioni sono davvero rappresentabili come variabili macro e micro economiche?&lt;br /&gt;Siamo certi che questo metodologia economica di goveranare lo Stato e il mercato da sola esaurisca il complesso della tensione ideale che deve animare l'uomo politico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidentemente non è nei meandri della finanza pubblica, dell'economia politica e della politica economica, che si può esaurire la passione civile che è posta a fondamento della democrazia.&lt;br /&gt;L'economia non può dirci quello che è giusto o sbagliato sotto il punto di vista morale. Organizzare le attività dello Stato e del mercato in senso economico lascia aperta la questione morale ed essa appare come quell'abisso che separa l'interiorità morale dell'individuo contemporaneo ( il mondo dentro di me) , dall'oggettività scientifica dell'organizzazione della vita sociale ed econmica nello Stato e nel mercato ( il mondo fuori da me).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo ha organizzato il mondo esterno, la vita civile, il rapporto tra stato e mercato, la democrazia, la tecnologia e la natura.&lt;br /&gt;Rimane aperta la questione esistenziale.&lt;br /&gt;I filosofi dell'800 hanno voluto separare l'uomo dal tutto dimodochè egli fosse libero di essere svincolato dalla realtà valoriale, storica, culturale, l'uomo che si supera che fonda il valore dentro se stesso , che vive un mondo di interpretazioni e non di fatti, l'uomo che fa il mondo, e lo trasmuta ogni volta che cambia se stesso.&lt;br /&gt;E oggi questo processo è giunto in una fase parossistica in cui il romanticismo medioevalizzato dalla mediocrità apocrifa dei mezzi di comunizione di massa,che nel frattempo sono stati anch'essi frammentati nella cointemporaneità delle assenze ontologiche, produce il disordine dissociativo della mente soggetto che si contrappone spasmodicamente ad una realatà esterna oggettiva e scientifica.Stride forte il contrasto tra quell'essere uomo male educato dal liberismo morale ottocentesto e l'ordine educatissimo della realtà esterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e dunque ciò dimostra la necessità di lanciare un ponte tra l'esitenza morale dell'individuo iperliberato e la realtà esterna con il suo complesso di aggregazioni ontologiche specialistiche che delineano una organicitàò dell'essere mondo-perfetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torna dopo un processo di allontanamento la questione morale. Siamo di fronte ad una nuova moralizzazione della società. L'economia sembra avere esaurito il suo compito e la morale torna la regina della scienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-4889530772598115179?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/4889530772598115179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=4889530772598115179' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/4889530772598115179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/4889530772598115179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/05/economia-pubblica-ed-economia-privata-o.html' title='Economia Pubblica ed Economia Privata ( o meglio l&apos;inefficienza dell&apos;economia nel predominio della morale)'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-8960064750551159080</id><published>2007-02-18T21:13:00.000+01:00</published><updated>2007-02-18T21:28:46.485+01:00</updated><title type='text'>MACHIAVELLI E ADAM SMITH</title><content type='html'>Credo che esista una sostanziale identità metodologica e di significanze tra l'opera di Machiavelli e quella di Adamo Smith cioè l'empirismo, la descrizione dei fatti positivamente nella loro osservazione reale, e la successiva deduzione di regole di comportamento che da quelle variabili sistemiche sono strettamente dipendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste righe si sosterrà la sostanziale identità tra la l'egoismo smithiano come movente dell'azione economica  e il principio dell'azione politica di Machiavelli, onde dedurne una relazione importante e cioè che la scienza politica: al sistema istituzionale italiano= la scienza economica : al sistema istituzionale anglosassone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' come se sostanzialmente la traduzione corretta di economia in taliano fosse politica e di politica in inglese fosse economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per comprendere meglio perchè esista tale identità e per quale ragione in effetti la questione è solo terminologica è necessario considerare in sintesi quel grande movimento storico di portata epocale che ha portato alla formazione degli Stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consideriamo per esempio un grande signore appartenente ad una importante famiglia aristocratica, o alla borghesia dell'umanesimo-rinascimento che fondasse cioè la propria ricchezza sul sistema mercantile proto-capitalista, e cerchiamo di immaginare quale sarebbe potuto essere il suo comportamento diciamo intorno all'anno 1500 in Italia centro settentrionale e in Gran bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginiamo che questo signore volesse conseguire maggiore potere in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia nel 500 esisteva la possibilità di impiegare le proprie risorse economiche e finanziarie per acquisire la signoria di una qualche città direttamente per il tramite della guerra e poi di accordi tra papato e impero , considerando anche la necessità di imparentarsi con i nobili locali.Tutto questo produce una particolare intelligenza ( potremmo dire delle pubbliche relazioni tra soggetti privati e delle relazioni istituzionali, una intelligenza che è ache stategica e militare e che si fonda sulla finanza mercantile e bancaria) che comunente denotiamo come politca. E' evidente la mancanza di ogni tensione ideale, ed infatti Machiavelli non considera mai le questioni dei valori poltici come la libertà o la democrazia, Machiavelli suggerisce solo come acquisire il potere e come mantenerlo, valutando di volta in volta il comportamento più conveniente del signore.Nasce dunque in Italia la scienza politica come lotta tra "partiti",fazioni per acquisire il controllo delle città, di territori, provincie e Regioni, e come tecnica per mantenerlo, quindi sostanzialmente legata all'economia pubblica e a quella particolare commistione di interessi economici tra le sostanze patrimoniali del signore e quelle finanziarie della collettività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginiamo invece lo stesso soggetto in Gran Bretagn nello stesso periodo storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene il nostro ricco aristocratico o emergente borghese non ha la possibilità di costruirsi, con i denari e con la forza militare, uno Stato , poichè lo Strato esiste già ed è forte e controllore.L'unica possibilità che lo Stato offre alle ricche classi dirigenti per accrescere il proprio potere è di sviluppare la loro ricchezza nell'economia, quindi piuttosto che acquisire il controllo di città e di provincie, acquisire il controllo dei mercati, del commercio, delle banche, della produzione e del consumo. E questo in effetti accade ( ed è questo che rileva Smith nella sua richezza delle nazioni, in cui cioè è il singolo che nel tentativo di conseguire maggiore potere si concentra sul proprio interesse economico personale).Questo noi chiamiamo economia.Ed anche qui esiste la stessa oggettività che riscontravamo nella definizione di politica ( non c'è infatti una spinta ideale ma solo materiale all'accrescimento del proprio potere, certo in questo caso il nostro ricco signore dallo Stato pretende la difesa del mercato e lo Stato la concede perchè per la Corona è meglio che le forze nuove si sfoghino nel mercato piuttosto che nell'aquisizione del potere istituzionale dello Stato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque  esiste una sostanziale identità oggettiva nell'azione che viene svolta dal soggetto che opera nel sistema inglese ( cioè in un sistema con uno stato forte dove il singolo non ha la possibiltà di controllare il potere delle istituzioni, cioè i tre poteri dello stato ) e l'azione che viene svolta in Italia ( una situazione di assenza di potere istituzionale dove è più conveniente controllare lo stato che controllare il mercato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo esistono anche delle differenze ma a ben vedere sono differenze degli effetti e non anche delle azioni oggettivamente definitite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaro che comunque quando esiste una maggiore convenienza a controllare lo Stato piuttosto che il mercato ( come era in Italia nel 500)  si sviluppa anche una forte attenzione alle ragioni dell'economia pubblica ,della finanza pubblica e della collettività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando invece è più conveniente rivolgersi al controllo del mercato piuttosto che dello stato si sviluppa una particolare predilezione per gli interessi privati e al contrario nessuna attenzione per il pubblico che al massimo deve avere solo il compito di difendere la possibilità che i privati controollino solo il mercato ( ed in effetti è questa la concezione di politica economica degli economisti  classici).Ma come abbiamo già sottolineato si tratta di differenze che riguardano gli effetti delle azioni e non già le azioni stesse le quali invece rimangono ben ancorate alla loro sostanziale identità.L'economicità è la guida del politico di machiavelli e dell'uomo descritto da Smith.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qiundi se consideriamo il singolo nelle sue azioni il comportamento è identico, ciò che cambia ripetiamoo sono solo gli effetti delle diverse " economie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno cerca di aumentare il proprio potere in base al suo ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ambienti possono cambiare ( lo stato e il mercato ) ma l'azione è sempre una azione economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica e il mercato trovano la loro identità nella scienza economica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-8960064750551159080?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/8960064750551159080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=8960064750551159080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/8960064750551159080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/8960064750551159080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/02/machiavelli-e-adam-smith.html' title='MACHIAVELLI E ADAM SMITH'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-4717905292889789138</id><published>2007-01-29T11:41:00.000+01:00</published><updated>2007-01-29T12:06:07.406+01:00</updated><title type='text'>La fine di Alitalia</title><content type='html'>Rassegnamoci alla fine di Alitalia. Non esistono infatti possibilità economiche che possano consentire all'ex compagnia di bandiera di ritornare ai vecchi fasti e di trovare nuovi spazi nello scenario internazionale. Non mi soffermo sulla questione della politica di bilancio della società che ogni giorrno accumula un passivo di 1 milione di euro pur continuando a volare. Mi limito ad una questione strategica . A ben vedere sono possibili tre scenari:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Lo stato torna ad investire in Alitalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso Alitalia permane nell'attuale condizione di mercato cioè perde quote di mercato perchè conservare tale e quale un'azienda che ha bisogno di essere rimodernata significa produrne il fallimento nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Airfrance acquista Alitalia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso la compagnia di bandiera verrà smembrata e ridotta a compagnia low cost in quanto le rotte maggiormente redditizie verranno acquisite da Airfrance che se ne avvantaggerà con i suoi aerei, il suo brand e il suo personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Privati italiani acquistano Alitalia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo caso Alitalia viene trasformata in una compagnia low cost ( è la scelta più probabile dato che non esistono in Itali acimprenditori con il capitale necessario per risanae e finanziare un acompagnia che affronti le tratte intercontinentali) con l'aggravante di essere più debole, infatti dato che Airfrance è il miglior acquirente al mondo in questo momento, ogni altro acquirente produrrebbe svantaggi maggiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica possibilità sarebbe qurella dell'utilizzo di una politica governativa protezionistica nei confronti del mercato di Alitalia. Lo Stato in pratica dovrebbe impedire alle compagnie low cost di volare in Italia ( assegnandoi il traffico interno ad Alitalia) e nello stesso tempo impedire anche quei voli low cost che portano i passeggeri nei grandi hub europei da dove poi si imbarcano per rotte extracontinentali. Sarebbe cioè necessaria una politica governativa aggressiva, che reputiamo essere impossibile e sconveniete. Impossibile perchè il governo non sembra orientato in questa direzione non avendo alcun interesse a difendere Alitalia e sconveniente perchè nuocerebbe ai consumatori che ormai sono abituati alle compagnie low cost e mal tollererebbero l'incremento dei costi che la politica protezionistica imporrebbe al mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E via un altro pezzo d'Italia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-4717905292889789138?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/4717905292889789138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=4717905292889789138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/4717905292889789138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/4717905292889789138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/01/la-fine-di-alitalia.html' title='La fine di Alitalia'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-507209744334633816</id><published>2007-01-03T11:53:00.000+01:00</published><updated>2007-01-03T12:03:42.059+01:00</updated><title type='text'>THE MAC SYSTEM MANAGEMENT  --definizione--</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una delle complicazioni più grandi degli economisti è la comprensione dei sistemi economici reali che prescindono dal sistema legale e delle comunicazioni sociali.&lt;br /&gt;Esiste cioè una economia che è sempre sommersa per ogni data legge e per ogni dato sistema di comunicazione sanzionato o obbligatorio che sia.&lt;br /&gt;In tale sommerso in realtà l’impresa, il consumatore, il politico, l’ente pubblico producono una economia che rimane implicita nel sistema economico, cioè non appare né allo stato, né alle società di revisione, né agli enti che svolgono una funzione moralizzatrice.&lt;br /&gt;Sicchè anche in presenza della migliore forma legislativa che uno Stato possa darsi esisterà sempre il problema dello shirking, del free riding e del morhal hazard.( cioè è dimostrato dalla scuola della Public Choise, vedi Buchanan e Tullock, con riferimento ai fallimenti dello Stato, e dalla Economia del Benessere con riferimento ai fallimenti del mercato, vedi Pigou e la scuola marshialliana di Cambridge)&lt;br /&gt;Ora mi domando: perchè continuare a fingere di vivere una società in cui sia possibile una rappresentazione legale ed una comunicazione effettiva delle tensioni di economia politica statali o di mercato?&lt;br /&gt;Non è forse meglio guardare la sostanza del fenomeno economico per trarne un sistema decisionale , schema di pensiero e di azione pragmatico e concreto, che sia un ordinamento di conoscenze per l’economista, e un utile breviario sia per il cittadino perso nel sistema politico e di mercato, che per l’impresa o i partiti che invece quel sistema contribuiscono a formare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco la necessità di razionalizzare le decisioni nel c.d. MAC ( money and consent) SYSTEM MANAGEMENT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel MAC SYSTEM si assume che negli scambi che vengono realizzati i soggetti coinvolti cerchino di ottimizzarre sostanzialmente due grandezze ossia gli aspetti quantitativi monetari ( in cui si aggregano i profitti, i redditi, i flussi finanziari generici ed anche le tangenti) e i voti validi alle elezioni, cioè il consenso ( in cui si aggregano sia i singoli votanti che i soggetti che sono portatori di voti, ossia candidati stessi che vengono assegnati ad una lista per voto di scambio, o anche strumenti di comunicazione che consentano di aumentare la popolarità).&lt;br /&gt;Ci si domanderà: perché assumere che tutto quello che si vuol scambiare sia esprimibile in termini di flussi monetari o di consenso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risposta: si tratta di una conclusione desumibile dall’osservazione del comportamento dei gruppi dominanti e di coloro i quali aspirano all’acquisizione del potere e di una maggiore influenza( i quali cioè pongono in essere un comportamento imitativo, facendo proprio il comportamento della classe dominate,e competitivo perchè cercano di scambiare più velocemente e con più efficienza moneta e consenso) è cioè l’orientamento più comune e condiviso della nostra società, che certo non è condiviso interiormente da tutti ma comunque consolidato nelle strutture di azione implicite degli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il MAC SYSTEM è dunque un sistema in cui il soggetto operante non riconosce autorità istituzionali sovraordiante con le quali non sia possibile realizzare degli scambi in termini di money and consent, non esistono cioè delle autorità che non scambino le proprie funzioni con posizioni sociali, questo perchè nel mac sistem è possibile la corruzione, la concussione, lo scambio mafioso ( cioè si tratta di fenomeni che vengono presi in considerazione e non ignorati come generalmente accade nella trattazione degli economisti ). Quindi è un sistema che si adatta sia all’economia formale, nella normale e ordinaria determinazione delle sue variabili macro e microeconomiche ( pil, indici azionari, tassi di cambio, tassi di interesse, disoccupazione, azioni del consumatore e dell’imprenditore, economia pubblica) che all’economia che non rileva dai dati statistici ( economia sommersa o economia di scambio o economia mafiosa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco fornita la definizione di MONEY AND CONSENT SYSTEM MANAGEMENT, un sistema decisionale volto a formare il cittadino, l’uomo d’affari ed il politico che vogliano ottimizzare le proprie risorse nel sistema economico occidentale a capitalismo avanzato, su basi empiriste, non ideologiche, nell’affermazione del pragmatismo di stampo anglosassone. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-507209744334633816?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/507209744334633816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=507209744334633816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/507209744334633816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/507209744334633816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2007/01/mac-system-management.html' title='THE MAC SYSTEM MANAGEMENT  --definizione--'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-997945478848362000</id><published>2006-12-22T17:37:00.000+01:00</published><updated>2006-12-22T18:22:34.646+01:00</updated><title type='text'>No al trade off tra eutanasia e welfare</title><content type='html'>La Costituzione italiana all'art 32 al primo comma dispone che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti", si tratta di una disposizione dalla quale trae origine la pubblicità del Sistema Sanitario Nazionale poichè è appunto compito della Repubblica assicurare che a tutti ( attenzione non soltanto ai cittadini, ma in generale agli individui, quindi anche a chi non è in possesso della cittadinanza) vengano garantite le cure necessarie. Quindi assicurare la salute dei cittadini è un dovere dello Stato. Lo stesso articolo 32 della Costituzione al secondo comma dispone che "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".Il che significa che il dovere dello Stato di curare gli individui nell'interesse della collettività è sottoposto ad un unico limite, quello relativo al diritto dell'individuo di non essere curato coercitivamente. In realtà poi il padre costituente dispone che che il diritto dell'individuo di non essere curato coercitivamente può essere rimosso con la legge " se non per disposizione di legge", ma comunque la legge non può violare il limite ultimo rappresentato "dal rispetto della persona umana". cioè in sintesi:&lt;br /&gt;Lo Stato deve curare tutti quelli che ne hanno bisogno;&lt;br /&gt;Lo Stato non può usare la forza per curare a meno che ciò non sia stabilito nella legge ordinaria;&lt;br /&gt;La legge ordinaria che dispone il trattamento sanitario coercitivo non può contrastare con il limite del rispetto della persona umana.&lt;br /&gt;Ora bisogna domandarsi in che cosa si può concretizzare il limite del rispetto della persona umana?&lt;br /&gt;La soluzione è sempre nella costituzione che stabilisce i diritti fondamentali della persona.&lt;br /&gt;Tra questi diritti non vi è il diritto all'eutanasia.&lt;br /&gt;Dunque l'introduzione del diritto all'eutanasia dovrebbe avvenire con una modifica della Costituzione, rispetto alla quale il legislatore ordinario possa legiferare senza incorrere in dubbi di legittimità costituzionale.&lt;br /&gt;Ora se il procedimento di novazione degli istituti di diritto pubblico si sviluppasse con l'introduzione di un nuovo diritto nella sua compatibilità con l'impianto costituzionale, non vi sarebbero problemi, certo si direbbe, è una questiopne etica ( come del resto ve ne sono tante nella Costituzione) ma comunque risolvibile fermo restando i diritti acquisiti. Ma se invece si stabilisse un trade off tra diritto individuale alla salute e dovere dello Stato di curare gli indigenti allora la quesitone potrebbe risolversi negativamente per la Democrazia e la Finanza Pubblica.vediamo perchè.&lt;br /&gt;Il legislatore potrebbe non consacrare il diritto all'eutanasia nella Costituzione ( che tante polemiche porterebbe se venisse introdotto) ma potrebbe scegliere ( e ciò ha una sua grande convenienza economica) semplicemente di modificare l'art 32 della Costituzione rimuovendo la parte in cui è stabilito che esiste un Dovere dello Stato a curare. Se cioè non esistesse un Dovere dello Stato ( così assoluto nell'attuale ordinamento) allora esisterebbe certo maggiore libertà per i cittadini che potrebbero decidere, non esistendo un dovere a curare, di non farsi curare o di fermare le cure nel momento desiderato. Se venisse rimosso il Dovere dello Stato e se poi i cittadini decidessero di non farsi curare allora in effetti vi sarebbe spazio per l'attuazione amministrativa dell'eutanasia anche se questa non fosse oggetto di diritto autonomo.Si potrebbe dire:" bene! E' la strada più facile" certo ma è anche la più sconsiderata e vediamo perchè nascerebbero problemi per la Democrazia e la Finanza Pubblica.&lt;br /&gt;Se si rimuove il Dovere dello Stato a curare allora è come se si aziendalizzasse, si privatizzasse tutto il settore della sanità.&lt;br /&gt;Non esistendo il dovere dello Stato a curare, non esisterebbe neanche il Servizio Sanitario Nazionale ( e questo è il pericolo per la Democrazia) ,ed inoltre si potrebbero introdurre in Italia quelle assicurazioni sanitarie private che tanto successo hanno nei sitemi sanitari di altri Stati ( e questo è il problema di Finanza pubblica).&lt;br /&gt;Certo questo è un worst case scenario ( il peggiore possibile) ma immaginiamo anche soltanto una soluzione di compromesso. Si limita il dovere dello stato ( senza eliminarlo ) , consentendo da un lato l'eutanasia ( senza stabilirne il diritto ) e dall'altro le assicurazioni sanitarie private assestando un bel colpo al Sistema sanitario.&lt;br /&gt;Ecco perchè sarebbe meglio che il diritto all'eutanasia venisse considerato autonomo rispetto al Dovere dello Stato di curare, èperchè in caso contrario si correrebbe il rischio di mettere in crisi equità nella fornitura dei servizi sanitari , cioè l'ultimo baluardo di welfare state ancora esitente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-997945478848362000?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/997945478848362000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=997945478848362000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/997945478848362000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/997945478848362000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2006/12/no-al-trade-off-tra-eutanasia-e-welfare.html' title='No al trade off tra eutanasia e welfare'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-850343183011267936</id><published>2006-12-22T11:29:00.000+01:00</published><updated>2006-12-22T12:21:33.991+01:00</updated><title type='text'>Cristianesimo e capitalismo</title><content type='html'>Ieri sera sono uscito con delle persone, andiamo in un risto-pub ( queste nuove tipologie di locali che insieme svolgono centinaia di funzioni commerciali, in cui puoi fare di tutto dal bere una birra al comprare una casa, mentre giochi al videopoker e osservi l'icona del papa disposta accuratamente dal propietario  a difesa del suo locale e contro la gura, spirito malefico della superstizione)  e mentre in sottofondo si svolgeva una sfida canora al karaoke ( manifesazione della incapacità di vivere in assenza di esibizionismo) mi viene in mente una domanda che porgo al mio  compagno di alluvione: " ma tu... ti interessi di politica?". Mentre attedevo curioso la risposta svolgevo le mie speculazioni filosifiche e statistiche giocando a dadi con la mia intuizione quando ad un certo punto noto un tale  impegno nel preparare la risposta che penso tra me  "ok è fatta,ci siamo,almeno non è un'ameba" ( rischio molto frequente quando si fanno nuove amicizie). Assumendo lo sguardo da Cicerone e atteggiamento parlamentare mi confida " si, mi interesso di politica, non mi piacciono i partiti, non credo nel pubblico, nello stato, mi piace Berlusconi anche se non sono di Forza Italia, apprezzo le capacità dialettiche di Fini. Tu invece mi sembri più dell'altro lato ( ed io penso a Nicki Vendola, lui sì' che è dell'altro lato...) diciamo che mi sembri comunista!" e aggiunge " mio padre è comunista non ti dico che casini a casa! pensa che io prima, fino ai 18 anni, ero iscritto al Fronte NAzionale!"e  a quel punto nella mia mente scattano le immagini del facismo, duce, parate, preti e borghesi che in compagnia di giovani balilla cantano " giovinezza, giovinezza primavera....olelè olalà".Bevendo la Miller ( penso al mio amico Fabrizio in assenza del quale non riesco ad alluvionarmi)  dico " bè diciamo che sono un cattolico non praticante di sinistra o in altri termini un egualitarista della crescita" a quel punto giro lo sguardo verso di lui e immagino di trovarlo morto sotto un vocabolario o fuggito in cerca di una ecicolpedia o defunto suicida. Bè certo penso tra me , non vale, io la risposta me l'ero preparata! Cmq mi risponde " strano...se sei cattolico dovresti essere di destra come me!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto  nasce in me la seguente riflessione sul Cristianesimo e capitalismo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il cristianesimo è rivelazione divina ,  il capitalismo invece è quella particolare forma di sviluppo economico, civile e sociale che si è affermata empiricamente ed evoluzionisticamente, con la forza, perchè più capace di produrre benessere individuale e sociale di ltri sistemi. Dunque in realtà il cristianesimo e il capitalismo sono su sfere diverse,mparagonabili, non sono controntabili perchè l'uno, il cristianesimo è rivelazione dello spirito divino, l'altro il capitalismo è dominio della materia.  Certo è vero che poi gli uomini vivono la propria esistenza biografica essendo sia spirito che materia e quindi poi alla fine è nella vita degli uomini che stridono le contrapposizioni che sono però per lo più formali o costruite. E' ovvio cioè che anche il credente, come l'ateo, vive nella società, nel capialismo ed anche se la sua vita non si esaurisce nello stesso , perchè il capialismo non può contenere ed estinguere il cristianesimo, il credente deve purtuttavia scegliere se schierarsi a destra o a sinistra nel momento in cui ovviamente abbia scelto di dedicarsi all'attività politica.Mi domando a questo punto. Qual'è la scelta ottimale per un credente? Il cristiano insomma è di destra o di sinistra? Se applichiamo le definizioni tradizionali di destra ( cioè conservazione dell'ordine sociale esistente e dell'attuale struttura di potere) e di sinistra ( cioè cambiameentodell'ordinamento sociale e di potere) allora diciamo che un cristiano in politica è sia di destra che di sinistra, nel senso che da un lato difende le istituzioni tradizionali della società ( famiglia, lavoro, gerarchia) e dall'altro attacca le diseguaglianze ( e quindi cambia la società in senso egualitarista). Ecco perchè molto spesso si parla di centro e di moderati. Ed ecco perchè in asenza di una grande forza politica di ispirazione catolica, cioè moderata e di centro, che operi nella società, alla fine si perde il significato di destra e sinistra. Solo se esiste un partito di centro è possibile affermare nella duplice contrapposizione competitiva un'identità di sinistra non conservatrice e di destra non rivoluzionaria, consentendo alla società di svilupparsi senza perdere le tradizioni e senza limitare il progresso dell'individuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre pensavo tutto questo e ne parlavo con il mio amico vedevo che anche lui la pensava così e mi dice alla fine " però sei uno strano comunista" ed io a lui " anche tu non scherzi come conservatore!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-850343183011267936?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/850343183011267936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=850343183011267936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/850343183011267936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/850343183011267936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2006/12/cristianesimo-e-capitalismo.html' title='Cristianesimo e capitalismo'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-5220465415807417901</id><published>2006-12-18T14:58:00.000+01:00</published><updated>2006-12-18T15:10:47.512+01:00</updated><title type='text'>Le elezioni mafiose o meglio il paradosso della democrazia</title><content type='html'>Queste righe che seguono sono il frutto di una riflessione relativa ad un articolo letto sul blog  del Grosso ( grosso.iobloggo.com) che ringrazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esitono in Italia diverse mafie. Le mafie sono in sotanziale competizione tra loro. Vi sono mafie endogene ( camorra, cosa nostra, 'ndrangheta e altre) e mafie esogene ( albanese, cinese ecc). Il territorio ialiano è comunque controllato dalle mafie italiane. Le mafie di importazione svolgono attività meno redditizie di quelle italiane. Perchè dico tutto questo? perchè le mafie sono in competizione e ogni mafia vuole due cose: potere e impunità. Il potere si acquisisce con le attività criminose ( droga, armi, appalti, voto di scambio nei confronti di tutti i partiti) e l'impunità si ottiene grazie all'influenza sul sistema politico.bene. Pensiamo ora alla camorra che controlla Napoli, cioè pensiamo a Napoli. Oggi i Napolteni possono contare su di un sindaco che è stato Ministro dell'Interno, un Presidente di Regione che è un uomo di potere vero, il Ministro della Giustizia e addirittura il Presidente della Repubblica! Nonostante ciò il disagio nella città è massimo. Questo perchè la camorra oggi ha non solo il potere ma anche l'impunità. Non voglio dire che i politici sono camorristi. Ma che certo loro avranno molta difficoltà a metter in carcere i loro elettori! ecco qui spiegato il paradosso della democrazia. La soluzione potrebbe essere una riduzione dei diritti politici ( elettorato attivo e passivo) a chi ha commesso un certo numero di reati efferati e riconducibili alle organizzazioni criminose. Quindi non solo i boss ma anche gli scagnozzi. Costoro non potendo più votare libererebbero, almeno in una certa misura i politici dal voto di scambio consentendo alla democrazia di attaccare la mafia che sarebbe un corpo esterno allo Stato. Oggi invece nell'attuale sistema le mafie sono un corpo interno allo Stato che addirittura controlla lo Stato.Ecco perchè l'abitudine del potente ( come la Iervolino dell'articolo) rispetto al male. Un'abitudine che deve invece essere trasformata in scandalo  con  la civile e democratica politica di azione culturale e istituzionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-5220465415807417901?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/5220465415807417901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=5220465415807417901' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5220465415807417901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/5220465415807417901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2006/12/le-elezioni-mafiose-o-meglio-il.html' title='Le elezioni mafiose o meglio il paradosso della democrazia'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-1162941491507854653</id><published>2006-12-16T20:08:00.001+01:00</published><updated>2006-12-16T20:08:47.139+01:00</updated><title type='text'>Teatro e capitale</title><content type='html'>Quando ero piccolo leggevo, leggevo tanto, e la mia mente immaginava luoghi felici in cui era dolce perdersi senza alcuna preoccupazione della realtà, del tempo,della materia.&lt;br /&gt;Non so dire se fosse sul serio una incoscienz a o piuttosto una spiritualità pura che mi portava ad astrarmi dalla realtà, a cercare la compagnia di un libro, del suono della chitarra che mi sembrava fosse un sussurro tenero, un'immagine vivida d'una vita gioiosa semplice e senza null'altro che spirito.&lt;br /&gt;Cosa cambia nell'essere grandi?&lt;br /&gt;cambia proprio questo, il senso della fine, della vecchiaia,della morte e poi dall'altro lato la voglia terribile di essere qualcuno come se la professione o il ruolo sociale potessero riempire un vuoto che è vuoto dello spirito , mancanza di senso, privazione vitale.&lt;br /&gt;Il capitalismo è un ottimo talent-scout e regista, capace di dare a ciascuno il ruolo che si "merita" per il quale è portato e l'individuo come tutti gli attori di teatro, recita una parte per la quale studia per anni e anni, ogni giorno convincendosi di essere un ingegnier, un avvocato, un politico, un imprenditore.&lt;br /&gt;MA si sa il teatro è rappresentazione della realtà non è la realtà, e così come gli attori hanno difficoltà ad uscire dal "personaggio" allo stesso modo gli uomini nel capitalismo hanno difficoltà ad abbandonare la parte. IO non sono uno qualunque sono un avvocato! sono un magistrato! sono un parlamentare! e poi spenatsi la scena ecco che nasce il dramma il vero dramma. Quando non si lavora o quando ci si trova nei rari momenti in cui il personaggio non c'è e allora l'individuo scopre di essere una persona, di essere più grande del capitalismo, del socialismo, di ogni altra forma di organizzazione della società, di essere un uomo mortale, scopre la morte e con essa la vita, scopre il tempo.&lt;br /&gt;Quando tutto questo avviene l'uomo è finalmente libero, L'uomo è finalmente uomo e paradossalmente proprio in quel momento ritorna bambino. Ritorna dolce come un onda il sogno vero d'una vita dello spirito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-1162941491507854653?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/1162941491507854653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=1162941491507854653' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1162941491507854653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1162941491507854653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2006/12/teatro-e-capitale.html' title='Teatro e capitale'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4920200343542517364.post-1836461109019586421</id><published>2006-12-07T10:47:00.000+01:00</published><updated>2006-12-07T10:52:10.665+01:00</updated><title type='text'>la casa dei pensieri</title><content type='html'>Che cos'è la casa dei pensieri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quel luogo della mente in cui non esistono confini tra le ideologie , tra le religioni tra  i saperi fondativi della conoscenza, è quel luogo in cui un uomo riscopre l'unità dell'essere nella mutevolezza dei tempi e dei linguaggi della comunicazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4920200343542517364-1836461109019586421?l=angeloleogrande.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/feeds/1836461109019586421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4920200343542517364&amp;postID=1836461109019586421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1836461109019586421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4920200343542517364/posts/default/1836461109019586421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angeloleogrande.blogspot.com/2006/12/la-casa-dei-pensieri.html' title='la casa dei pensieri'/><author><name>Angelo Leogrande</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07351925111067181805</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_K53KeBlxDZs/R855HKirSfI/AAAAAAAAADE/zYzzD8vIFXQ/S220/io+bello+oddio...carino!!!.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
